Stragi e altre catastrofi: come affrontare paura e incertezza

Posted by on lug 17, 2016 in News | 0 comments

Stragi e altre catastrofi: come affrontare paura e incertezza

In questi giorni il ritmo degli avvenimenti catastrofici è incalzante e legato al quotidiano di ciascuno di noi: come non essere condizionati dalla apparente pericolosità di azioni normali come prendere un treno, passeggiare con la propria famiglia in una tranquilla serata estiva? E ancora, come non sentirsi vittime di un clima politico internazionale incredibilmente instabile e tormentato?

I sondaggi e le indagini sulla popolazione ci confermano che molti si sentono più esposti a pericolo di stragi, a sentimenti di incertezza e insicurezza legati al disagio sociale generale, al tema dell’immigrazione e a quello dell’instabilità politica ed economica. Questo sentimento di disagio può aumentare nei bambini e negli anziani e in chi trascorre molto tempo davanti alla televisione.

Per gestire meglio quello che sta accadendo in questi giorni è necessario comprendere quello di cui l’essere umano ha bisogno per godere di un buon senso di benessere.

Secondo Abraham Maslow (1908-1970), psicologo statunitense, il nostro benessere è direttamente proporzionale alla soddisfazione di alcuni bisogni fondamentali che possono essere rappresentati attraverso una piramide in cui il passaggio allo stadio superiore può realizzarsi solo dopo la soddisfazione dei bisogni di grado inferiore.

Alla base della piramide subito dopo i BISOGNI PRIMARI (Necessari alla sopravvivenza: aria, acqua, cibo, riparo, sonno, sesso), sono posizionati quelli di SICUREZZA (Senso di protezione, tranquillità, sicurezza del corpo, della salute, della famiglia, dell’occupazione, dell’accesso alle risorse) e quelli di APPARTENENZA E AMORE (Necessità di sentirsi parte di un gruppo, cooperare, essere amati ed amare, amicizia, famiglia, intimità sessuale), i quali aprono la strada al BISOGNO DI STIMA (Essere rispettato, apprezzato ed approvato, sentirsi competente e produttivo – autostima -) e a quello di AUTOREALIZZAZIONE (Realizzazione delle proprie aspirazioni e della propria identità, nella società e nel gruppo).

maslow

In altre parole, in questi giorni è stato minato alla base uno dei nostri bisogni fondamentali: il senso di sicurezza.

Come proteggersi, dunque, da quello che ci appare minaccioso perché imprevedibile e incontrollabile e ci fa sperimentare una grande paura? Come ridurre i pensieri negativi che ci focalizzano minacciosamente sull’evento temuto e ci conducono esclusivamente a pensieri e ricordi negativi che confermano e condizionano le nostre credenze?

La strategia da privilegiare per stare meglio è quella di muoversi per trasformare l’ansia in preoccupazione. Mentre la prima paralizza, la seconda ha lo scopo adattivo di promuovere azione e reazione:

  • Scegli consapevolmente le fonti di informazione: evita di trascorrere troppo tempo di fronte alla televisione che ha generalmente un approccio sensazionalistico ed ossessivo e propone ripetutamente le stesse immagini che finiscono con il diventare un tormentone e con l’alimentare un circuito negativo. Le categorie più a rischio di passività critica sono i bambini e gli anziani;
  • Socializza i tuoi stati d’animo negativi: condividendo le paure con le persone che ti circondano (promuovendo discussioni, confronti, scambi): parlare con amici, parenti e conoscenti aiuta ad esprimere l’ansia, ad elaborarla, a sentirsi protetti ed amati;
  • Aumenta il tuo senso di potere su quanto accade: attivandoti in azioni volte a modificare la situazione. Per la stessa ragione di prossimità per cui la violenza fa paura, è possibile occuparsi attivamente di situazioni di disagio e marginalità che si trovano vicino a casa nostra e che generano malessere ed emarginazione;
  • Chiedi aiuto: se ti accorgi che l’ansia nel tempo aumenta, affidati a una psicoterapia specifica. Possono essere sufficienti anche poche sedute per ridimensionare lo stato di allerta.

Il lato oscuro di queste paure è rappresentato dalla tentazione di non assumerci responsabilità individuali, proiettando sugli altri sia le colpe che la possibilità di soluzione.

Il nostro sistema sociale ci consente di esercitare attivamente la nostra cittadinanza, di esprimere e scegliere, capire e opporsi, ritagliandosi un piccolissimo granello di speranza.

“La paura e l’odio si nutrono dello stesso cibo”

 Zygmunt Bauman

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