La tristezza e la negatività di famiglia

Posted by on ago 30, 2014 in News | 4 comments

La tristezza e la negatività di famiglia

Chi è nato e cresciuto in un ambiente famigliare caratterizzato da tristezza e depressione, ha maggiore possibilità di sviluppare una visione completamente negativa della vita, talvolta vivendo i momenti di serenità e felicità come colpa e tradimento nei confronti dei propri cari.

Dato che la qualità della vita è molto condizionata dalla capacità di sperimentare piacere e provare desiderio, uscire dalla condizione della tristezza ambientale ha come punto di partenza il legittimarsi la volontà di cambiamento, che corrisponde all’acquisire consapevolezza che il proprio ambiente familiare ha fortemente condizionato il modo di approcciare la vita.

I propri cari e il clima che ci hanno proposto e ci propongono possono rappresentare una sabbia mobile dalla quale non si riesce a uscire, un’emotività che è talmente radicata nell’inconscio più profondo da rappresentare una maledizione che non si riesce a sconfiggere. E’ con potenti immagini di condizionamento ed invischiamento che di solito vengono descritte le atmosfere familiari “pesanti”, che sono state in grado di permeare qualsiasi accadimento della propria infanzia e della propria giovinezza. Questa sensazione può risultare opprimente al punto da condizionare tutto in maniera decisiva e insopportabile, fino a comprendere che i fallimenti e le sofferenze che si incontrano nel presente sono dovuti a quelle antiche esperienze.

Le credenze familiari negative confermano che le cose “non potevano che andare in questo modo” e la profezia negativa, alimentata da una visione funesta, si auto avvera. Nulla è così potente e devastante come il vedere tutto nero.

Le cause della tristezza familiare possono essere ricercate in un orientamento depresso di alcuni membri o in tratti di personalità, in particolare di uno o entrambi i genitori, oppure in un trauma o in una malattia, il cui alone negativo continua a condizionare la vita quotidiana di tutti, bambini compresi. Anche chi ha desiderio di cambiare e di emanciparsi da questa situazione viene risucchiato nel vortice dell’umore nero e ogni insuccesso conferma l’impossibilità a farcela e alimenta la rassegnazione.

Come guadagnarsi la possibilità di vivere positivamente la propria vita ed accettare che essa possa esser strutturata sia da cose negative che positive, da un trend di alti e bassi che include discese ardite e risalite?

E’ fondamentale, tanto per cominciare, non aspettarsi approvazione e sostegno per il nuovo atteggiamento di positività da parte dell’ambiente che non ci ha insegnato a coltivarlo: la famiglia. Talvolta, anzi, la colpa per lo stare meglio e il vivere momenti di positività è talmente forte da far desistere il soggetto: non è semplice per alcuni tollerare di stare bene. Non attendiamoci approvazione, quindi, ma casomai il ricatto emotivo: “se fai parte del nostro gruppo familiare devi accettare il nostro modo di essere e di pensare, altrimenti significa che sei fuori e non ci ami abbastanza”.

Se ci si sente pronti a lasciare l’ambiente grigio-nero è bene circondarsi da chi può offrire punti di vista diversi. E’ chiaro che decidere di affrontare il mondo con uno spirito positivo, uscire dalla rassegnazione, genera sentimenti di paura dovuti alla non abitudine di affrontare le avversità per rovesciarle, anzichè accoglierle come ovvie e incontrovertibili.

Poter entrare in contatto con prospettive diverse, indagare la causa della propria negatività, scoprirne i semi e le radici e riedificare la propria casa in modo diverso con l’aiuto di chi può farci scoprire risorse e talenti fino allora taciuti, può essere l’alba di una nuova nascita.

 

4 Comments

  1. È verissimo. Io non mi sono sposata per non dover invitare i miei che sarebbero venuti per dovere ma non per piacere… Mi hanno convinta a desistere, pena l’esclusione dal gruppo dei ‘tristi sempre’ …

  2. Eccomi!ne faccio parte. Tra un mese mi laureo e i miei sono ancora a discutere se venire o meno. È veramente deprimente. :(

  3. ecco perchè sognavo sempre la casa della nonna…da lì è cominciata la tristezza della famiglia di mia mamma..la foto che hai messo è uguale al sogno! 😉 grazie

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