La fretta del cuore

Posted by on mar 2, 2015 in News | 0 comments

La fretta del cuore

La dimensione temporale è spesso accostata all’amore difficile: è comune pensare di aver perso tempo in amore, di aver perso tempo per amore, di aver sprecato vita preziosa.

Una storia di amore si valuta per la sua durata e per come si è conclusa, positivamente o negativamente e non per il processo e per quello che ha saputo farci conoscere di noi stessi e del prossimo o per le trasformazioni che ci ha fatto compiere.

Una delle paure più frequenti, poi, di chi sente di non avere l’amore è di non trovarlo in fretta o almeno in tempo.

Ma in tempo per cosa?

Questo è difficile da dire dato che non si tratta di una percezione reale e concreta, ma di una sorta di senso di ritardo sui tempi della vita.

Generalmente si percepisce un’asimmetria rispetto le vite degli altri e la loro presunta puntualità nelle scelte, oppure il ritardo rispetto ai giusti tempi per poter avere un figlio, per non rimanere da soli o sentirsi soli, prima di invecchiare o prima di morire.

Il modello di appagamento dei nostri bisogni, legato al “tutto e subito” occidentale si applica anche alla sfera emotiva, delle relazioni e dei sentimenti. I bisogni si accendono e si spengono e quando il pulsante amoroso è “on” , quando le paure sono momentaneamente sedate o sotto controllo, si corre al galoppo in cerca d’amore, in preda ad un bisogno incendiato di soddisfarlo.

E qui nascono mille incomprensioni. Quando si incappa in una persona che ha urgenza di soddisfare la necessità di amore, difficilmente si viene considerati come soggetti, portatori di un proprio mondo, di pregi e difetti, ma semplicemente come uno schermo sul quale far andare in onda una proiezione, un bisogno estremo. Così, con la stessa velocità con cui si è trovato l’amore che si è spacciato eterno, che ha generosamente profuso regali e promesse, ci si ritrova in braghe di tela. Sembrava amore, invece era un calesse, o un film.

Si tratta di uomini o donne che hanno un urgente bisogno di accasarsi e appena trovano qualcuno d’ interessante e carino si buttano a capofitto, fino a quando scoprono che il giocattolo non è perfetto e quindi lasciano per riprendere la caccia il giorno dopo.

Si considerano brevemente l’aspetto, lo stato civile, la professione, l’età, l’orientamento sessuale e poco altro perché si ha fretta, molta fretta, non c’è tempo da perdere e subito si iniziano le manovre di avvicinamento. O la va o la spacca.

La fretta fa brutti scherzi e rischia di far passare subito al dunque, condividendo prematuramente intimità familiare, segreti, esperienze, case, figli, oggetti, emozioni, relazioni e addirittura il matrimonio.

Altre volte siamo noi stessi ad essere indiavolati, dopo tanta attesa non si regge davvero più, deve essere amore e deve essere immediatamente.

La fretta crea un alone di allarme e di ansia, ma l’amore generalmente arriva quando si sente di vivere in pienezza, perché gli stati ansiosi sono poco attraenti, mentre lo sono l’appagamento, la realizzazione di sé, l’autostima e la soddisfazione.

La velocità e il tempo in generale sono concetti distanti all’amore.

Come uscire, dunque, dall’urgenza di trovarne uno o di tenerselo per sempre?

Riconoscendo i lati positivi della propria vita per come sono in questo momento o per come possono diventare attraverso un processo di empowerment delle proprie possibilità: le mie capacità, le mie competenze, il mio lavoro, le mie relazioni e amicizie, lo studio, quello che conosco di me o che ho scoperto.

Lavorando sulla propria identità progressivamente l’ansia si attenua e la categoria del tempo, tanto cara alla nostra epoca, si relativizza, per lasciare spazio alla calma e alla serenità e a tutto quello che la vita ogni giorno può dare di legato alla capacità di essere curiosi, liberi, interessati, spontanei. E’ questo a renderci seduttivi ed amabili, ma ci vuole calma e pazienza….

 

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