Adolescenti difficili? Tutta colpa dei genitori…

Posted by on mar 25, 2015 in News | 0 comments

Adolescenti difficili? Tutta colpa dei genitori…

Secondo una celebre battuta di Nora Ephron, l’unico modo di sopravvivere ad un figlio adolescente è prendersi un cane, “Almeno a casa qualcuno sarà contento di vederti!”

Spesso all’arrivo dell’adolescenza si celebra l’addio ai giochi chiassosi e ai disegni in cui i genitori vengono amorevolmente rappresentati: al loro posto ci sono le partite e gli allenamenti tutti i giorni della settimana, i compiti incomprensibili di trigonometria e la reperibilità notturna di entrambi i genitori per fare da “tassinari” fino a ore improbabili.

Tutto questo quando le cose vanno bene.

E’ questo il punto, ci sono figli che fanno semplicemente gli adolescenti, senza debordare nella delinquenza o in situazioni a rischio e inopportune, eppure i genitori impazziscono lo stesso.

Ma non saranno i genitori il problema?

Secondo Laurence Steinberg, psicologo della Temple University, l’adolescenza non è un periodo particolarmente difficile per gli aldolesceni, che bene o male si barcamenano in un annebbiamento alternato da primi amori, esperienze eccitanti di identità e nuove possibilità.

La prova veramente difficile è per i genitori che sperimentano un rifiuto da parte dei figli e un notevole calo di autostima. Per loro l’uscita dal tunnel è facilitata solo se sono in grado  di crearsi degli interessi alternativi, degli hobby in grado di assorbire la loro attenzione.

La situazione è ancor più complicata per genitori separati e per quelli che hanno lo stesso sesso del figlio, perché è con questo genitore che generalmente si acuisce la polemica.

Da uno studio statunitense molto dettagliato emerge che la presenza di un figlio con i genitori scende nel corso degli anni dal 34% alle elementari fino al 14 % al liceo. Un genitore deve avere un ego preparato ad accogliere questo campimento, anche perché questo significa cedere parte del proprio potere ai figli. Lo psicanalista britannico Adam Phillips sostiene che “Un adolescente è una persona che cerca di liberarsi da una setta”…la setta è ovviamente la sua famiglia, che gli ha imposto un modo di vedere il mondo dal quale il ragazzo o la ragazza deve liberarsi. Se i genitori non modificano il loro comportamento con i figli adolescenti rischiano di trasformarsi dai protettori dell’infanzia ai carcerieri dell’adolescenza. Gli adolescenti, inoltre, sono molto più predisposti al rischio dei loro genitori e questo dal punto di vista evolutivo e biologico rappresenta un incentivo e uno sprone per abbandonare il nido familiare.

La soddisfazione coniugale diminuisce quando il primo figlio entra nella pubertà e cresce da parte dei genitori la tentazione di trascinare i figli nelle loro discussioni e questo peggiora molto la situazione. L’adolescenza dei figli, inoltre, spinge i genitori a compiere una sorta di bilancio sulla propria vita e ad accettare le inevitabili situazioni negative, occasioni perse o mancate, senza cedere ed arrendersi allo sconforto e all’amarezza.

Lo stravolgimento ormonale dei figli, spesso coincide anche con quello delle madri. Secondo un’indagine del 2010, il 22% di tutte le persone con figli tra i 12 e i 17 anni ha più di conquant’anni e il 46 % più di 45. Biologicamente parlando, quindi questo significa che un elevato numero di madri si trovano in una condizione di menopausa o premenopausa. Molte donne attraversano questa fase senza particolari problemi, proprio come i loro figli attraversano tranquillamente la pubertà, ma alcune lottano tra malinconia e irritabilità, vedendo inconciamente nella loro situazione lo specchio rovesciato dei loro figli, che stanno entrando negli anni fertili.

Mi torna alla mente un colloquio che ho fatto lo scorso anno nel mio studio con una coppia di genitori e il loro figlio adolescente.

La prima parte del colloquio si è svolta con me, il ragazzo e i genitori,  che mi hanno raccontato tutte le prove a cui il figlio li sottoponeva, le provocazioni, le note a scuola, le sospensioni, le uscite fino a tarda notte.

Quando ho fatto uscire i genitori il figlio mi ha confessato impietoso: “Io non ho nessun problema, il vero problema è che loro sono vecchi!”

Era un punto di vista che i genitori non avevano considerato….

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