Hai veramente divorziato? La multidimensionalità del divorzio

Posted by on ott 27, 2014 in News | 0 comments

Hai veramente divorziato? La multidimensionalità del divorzio

Malgrado le statistiche ci informino che il divorzio è sempre più frequente, esso rappresenta uno degli eventi più dolorosi e complessi nelle nostre vite affettive e relazionali, configurandosi come un vero e proprio evento traumatico.

Esso è quasi sempre preceduto dalla crisi di coppia (l’etimologia di crisi deriva dal verbo greco krino= separare, cernere, discernere, giudicare, valutare), a cui segue generalmente una decisione. Se la crisi precede la scelta certamente non si svolge in una condizione di serenità e benessere, ma quasi sempre di altissimo conflitto, ed è in questo clima emotivo di grande fatica psicologica che si arriva al divorzio e alla separazione.

Se fino a una ventina di anni fa si considerava il divorzio come una vera e propria difficoltà relazionale di uno dei due coniugi o di entrambi, ora la posizione, soprattutto delle giovani generazioni, è legata alla convinzione che il matrimonio si possa e si debba chiudere se non è basato su sentimenti di amore, amicizia, impegno reciproco, condivisione, comprensione, conoscenza, passione e buona relazione. Le moderne relazioni affettive, immaginate come leggere e funzionali, si realizzano e si concludono esaurendo il loro ciclo e la propria funzione affettiva rispetto ai partner.

Utilizzando questo punto di vista la relazione stabile ed eterna si trasforma in eccezione e di conseguenza il divorzio dovrebbe appartenere ad un’ area prevedibile di eventi e perciò meno traumatizzante. Ma non è così. Il dolore, l’incertezza, la paura di separarsi rimangono grossi scogli da superare nel caso in cui la crisi di coppia si trasformi in separazione. L’archetipo della coppia è così radicato in noi che la prospettiva della separazione crea disagio, senso di vulnerabilità e di solitudine, fino ad arrivare a veri e propri stati di ansia e depressione.

Secondo il modello di Bohannan del 1968, ancora attualissimo, il divorzio non è rappresentato da un’esperienza unica che si verifica simultaneamente, ma da un processo composto di 6 sottoprocessi, ciascuno dei quali ha una propria natura, difficoltà, tempi ed esperienze. Si può parlare di una vera e propria esperienza multidimensionale, che comprende aspetti legali ed economici, ma anche emotivi e genitoriali.

1) Il divorzio emotivo ha inizio quando uno dei due coniugi o entrambi iniziano a disinvestire sul rapporto di coppia. Generalmente è uno dei due coniugi a farlo per primo e questo genera una profonda e talvolta lacerante asimmetria nel “sentire” la relazione. E’ la fase della colpa, della rabbia e delle accuse, degli avvicinamenti e degli allontanamenti, sino a quando il conflitto diventa insanabile e la decisione inevitabile. E’una fase caratterizzata da altissima conflittualità, enorme frustrazione e grande difficoltà di negoziazione.

2) Il divorzio legale ha a che fare con la formalizzazione della decisione anche agli occhi della legge. Il procedimento giuridico può essere affrontato in maniera consensuale o giudiziale e le fatiche psicologiche sono generalmente molto diverse nei due casi. In alcune situazioni questa fase diventa oggetto di particolare sofferenza, soprattutto quando uno dei due coniugi si aspetta il riconoscimento delle proprie sofferenze e le colpe della controparte. E’ in questa fase che si decide o si formalizza la gestione dei figli.

3) Il divorzio economico ha a che fare con la separazione economica della precedente famiglia, stabilendo la divisione dei beni e l’assegno famigliare. Soprattutto in questi tempi di crisi economica è una fase molto delicata perché può aver a che fare con l’impoverimento o la difficoltà di sostentamento di un coniuge o di entrambi, cambiando completamente lo “status” sociale. Anche in questa fase sono frequenti accesi conflitti, soprattutto se a prevalere è ancora la rabbia, nei casi in cui non si è superato il divorzio emotivo.

4) Il divorzio genitoriale riguarda l’assunzione di responsabilità nei confronti dei figli e il cambiamento di status da coppia coniugale a coppia di genitori. Il divorzio non conclude i doveri, anche congiunti, nei confronti dei figli e questo significa dover rinegoziare i propri rapporti per il loro benessere. Talvolta il divorzio legale si protrae proprio a causa della difficoltà dei genitori di assumersi una genitorialità scollegata dalla rabbia che la crisi coniugale ha generato e i figli finiscono con l’essere coinvolti fino al collo nel conflitto dei genitori.

5) Il divorzio della comunità è la fase in cui i coniugi affrontano il cambiamento delle proprie relazioni sociali, le stesse che prima erano condivise con il coniuge. E’ una fase molto delicata, che può portare a forte senso di solitudine e profonda depressione perché ha a che fare con la rifondazione di sé e delle proprie relazioni, che sono intimamente connesse alla rifondazione della propria identità sociale. E’ inutile rilevare che ancora oggi chi divorzia o si separa deve combattere oltre che con il proprio fallimento, anche con lo stigma sociale relativo alla nuova condizione.

6) Il divorzio psichico avviene quando, concluse tutte le precedenti fasi, ciascun coniuge si sente emotivamente indipendente dall’altro, non teme ritorsioni, rivendicazioni, influenze, attese, non sente di dover risarcire. Corrisponde alla separazione dall’identità e dalla relazione con l’altro coniuge e chiude l’identità coniugale. Quando il divorzio psichico non si compie il legame viene tenuto in piedi da doveri e timori che mantengono emotivamante legati i coniugi.

 

Tutto il processo si compie positivamente se i due partner hanno accettato la separazione, hanno preso coscienza e si sono riconciliati con ciò che l’ha scatenata e con le proprie e altrui responsabilità.

 

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