Posts made in gennaio, 2016

Violenza non verbale: quando il silenzio fa malissimo

Posted by on gen 22, 2016 in News | 0 comments

Violenza non verbale: quando il silenzio fa malissimo

Il tacere, il non dire, il silenzio, possono essere atti violenti esercitati da mariti, mogli, datori di lavoro, amici, parenti. Chi li subisce conosce perfettamente quanto quel “non verbale” possa mortificare, negare, umiliare, sconfermare, congelare, annichilire, ferire, bloccare, stordire e confondere. Il silenzio assordante può essere lo stile comunicativo nei rapporti di coppia, un’espressione della violenza di genere (quanti mariti nei confronti delle mogli semplicemente tacciono!), ma anche modalità di relazione nei confronti di figli, amici o conoscenti. Anche nei luoghi di lavoro la non-parola è potente strumento di emarginazione e di mobbing. Quanti bambini hanno vissuto e vivono la propria infanzia completamente immersi nel silenzio dei genitori, tanto da ricordare quelle circostanze come totalmente soffocanti! La storia è piena di silenzi che rappresentano in fondo atti violenti di giudizio, aggressione, disinteresse. Pensiamo, ad esempio, alle moderne azioni silenti delle cosiddette “sentinelle in piedi”, che affermano, giudicano, colpevolizzano, si rendono visibili, attraverso un’azione non parlante, muta, che agisce negando non solo la parola, il verbale, ma anche lo sguardo che afferma: “ti vedo, ti riconosco, esisti”. Nel periodo della comunicazione, in cui nulla esiste se non subisce una campagna di affermazione che sancisce l’esistere stesso, il silenzio assume ancora maggiore potenza. La violenza nel silenzio è: Negare valore e identità (non vali e non sei niente); Girarsi dall’altra parte (faccio come se tu non esistessi); Indifferenza; Stasi (niente deve cambiare); Provocazione; Intimidazione; Mancanza di riconoscimento; Escludere il confronto (non siamo sullo stesso piano); Spazio in cui perdersi (ogni proiezione è possibile, posso attribuire a quel silenzio qualsiasi significato) Il silenzio può rappresentare una vera e propria violenza psicologica di cui la vittima raramente è consapevole. Chi agisce la violenza muta esercita una vera e propria forma di potere attraverso cui nega l’interlocutore, lo priva della comunicazione, dello scambio e delle reciprocità, lo rende indegno e incapace. Il silenzio è una forma di violenza talmente sottile che confonde la vittima, paradossalmente la rende dipendente, confusa, sfiduciata, incapace di affermare se stessa e di dare un giudizio lucido sulla realtà, incerta anche della propria sanità mentale. Chi agisce il silenzio intende minare l’autostima e la capacità di utilizzare le proprie risorse, esercitando potere e controllo. A volte la vittima si incastra in una spirale perversa che fa dipendere la propria sicurezza proprio da quel legame, percepito come potente e sicuro, per sanare e curare la propria insicurezza. La spirale di dipendenza, così, anziché recidersi si rinforza. Molte persone, bambini, donne, uomini hanno vissuto anni o intere vite di silenzio, che hanno scavato vuoti incolmabili. La forza violenta del silenzio, il tacere, provoca profonde ferite...

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Menopausa e “cattivo umore”: le donne sono solo il loro utero?

Posted by on gen 1, 2016 in News | 0 comments

Menopausa e “cattivo umore”: le donne sono solo il loro utero?

Lo stereotipo che le donne in menopausa siano colpite da un cattivo umore che precede il crollo definitivo, non fa altro che rendere più salde le credenze recitate dal detto latino, ma ancora attualissime “Tota mulier in utero”, cioè: “La donna non è altro che un utero”. Per molto tempo, infatti, la donna è stata considerata inferiore all’uomo proprio partendo dalle sue caratteristiche fisiche e dal suo ruolo biologico: mentre i maschi sono pienamente umani e incarnano la specie, l’universalità, le donne ne sono un aspetto specifico, una particolarità, una differenza. Da questo discende l’identificazione delle donne con il loro utero e, francamente, questo mi sembra già un ottimo motivo per andare controcorrente e oltre lo stereotipo. Recenti studi statunitensi su quasi 30.000 donne, poi, ci informano che quasi sempre le donne accolgono positivamente la menopausa e la piccola percentuale (2,7%) di donne che esprimono rammarico per la cessazione del ciclo mestruale sono le stesse che hanno sofferto di depressione prima della menopausa, che soffrono di gravi sintomi legati alla menopausa, come vampate di calore o insonnia, o che avevano avuto precedentemente atteggiamenti o aspettative negative nei confronti della menopausa. La menopausa di una donna non è un evento che accade improvvisamente, ma che percorre lo spazio di diversi anni e che si struttura in diverse fasi e cambiamenti: La perimenopausa E’ la fase del processo di invecchiamento in cui le donne passano dall’età riproduttiva a quella non riproduttiva. Include anche il periodo immediatamente precedente la menopausa e l’anno successivo alla cessazione del ciclo mestruale. Durante questo periodo le donne presentano irregolarità mestruali, periodi mestruali più protratti e intensi, episodi di prolungata amenorrea. Questo periodo è caratterizzato dalla riduzione della fertilità, ma non dall’infertilità, da sintomi vasomotori (le cosiddette vampate di valore), da insonnia o disturbi del sonno, da cambiamenti della funzione sessuale. Solitamente la perimenopausa inizia 4 anni prima dell’ultimo ciclo mestruale e l’età media di insorgenza della perimenopausa è di 47,5 anni, con variazioni probabilmente dovute sia alla genetica che agli stili di vita (le donne fumatrici hanno una perimenopausa più breve di quelle non fumatrici). La menopausa E’ il momento della vita di una donna in cui le mestruazioni cessano definitivamente. La menopausa si diagnostica clinicamente dopo 12 mesi di amenorrea, cioè assenza del ciclo mestruale. Negli studi citati precedentemente l’età media della menopausa è di 51,3 anni, con notevoli variazioni dipendenti dallo stile di vita. La postmenopausa E’ il periodo successivo all’ultimo ciclo e si caratterizza per un’ulteriore diminuzione della funzione ovarica, fino ad un livello permanente e in una perdita ossea.   Sintomi fisici ed emotivi del passaggio alla menopausa Le donne in perimenopausa e in menopausa riferiscono spesso alcuni sintomi generali, sia sul piano fisico che emotivo. I sintomi si verificano più frequentemente nelle donne che presentano le vampate di calore, in particolare se sono gravi. I sintomi fisici sono: Cefalea, dolori lombari, sudorazione, respiro corto, sensibilità mammaria, aumento di peso, assottigliamento cutaneo che comporta meno elasticità della pelle, vertigini, palpitazioni, parestesie e dolori muscolari o articolari, problemi vulvovaginali. I sintomi emotivi sono (in ordine decrescente di frequenza): Irritabilità, affaticabilità, tensione, nervosismo, depressione, demotivazione, insonnia o risvegli precoci al mattino, e sentimenti di isolamento. E’ molto difficile stabilire quali sintomi sono causati da fattori ormonali o psicosociali. Il rapporto tra menopausa e disturbi emotivi è ancora causa di dibattito, ma essa non è un fattore precipitante del disagio emotivo. La menopausa può essere un periodo di auto-riflessione e di consapevolezza, che aumenta la possibilità di cambiamento consapevole. Tanto più ci si aspetta che la menopausa sarà una tragedia, tanto maggiore sarà la possibilità...

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