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Donne vittime di violenza: il furto dell’ identità e del punto di vista

Posted by on set 24, 2015 in News | 0 comments

Donne vittime di violenza: il furto dell’ identità e del punto di vista

Gli ultimi secoli hanno affrontato ciascuno grandi sfide sociali e civili: la battaglia dell’ottocento è stata contro lo schiavismo, quella del secolo scorso contro i totalitarismi. Una delle sfide più impegnative del nostro tempo è quella contro la violenza alle donne. Un dato classico, ma ugualmente allarmante, ci informa che per le donne tra i 15 e i 44 anni la violenza è la prima causa di morte e di invalidità; ancor più del cancro, della malaria, degli incidenti stradali e persino della guerra. Essa distrugge vite, condiziona famiglie e comunità, rallenta lo sviluppo. La violenza contro le donne assume forme diverse e si osserva in diversi ambiti. Il più tristemente classico è quello tra le mura domestiche, ma non sono rari gli abusi psicologici e sessuali nelle istituzioni lavorative e in generale in tutte quelle frequentate da donne. Le molestie sessuali sul lavoro sono purtroppo all’ordine del giorno, ma lo è anche lo strupro come arma di guerra. A proposito di abusi sul femminile vale la pena di ricordare le 276 ragazze nigeriane rapite il 14 aprile 2014 dagli jihadisti. Solo 57 di loro riuscirono a fuggire nei giorni seguenti ma delle altre 219 ragazze, da allora, non si sa più nulla. Il tema della violenza è uno dei più complessi del nostro tempo perché la violenza è tessuta nella trama delle relazioni tra maschile e femminile e perché essa si struttura anche del segreto, della negazione e delle minimizzazioni, dell’impunità dei persecutori, garantita o coperta dalla vergogna e dal silenzio delle vittime e/o dal volgere lo sguardo altrove dei testimoni. Il “male” della violenza sulle donne, la parte maggiormente dolente, è l’azione volontaria di abuso di un essere umano contro un altro essere umano. Questa condizione genera un vero e proprio trauma relazionale. Quando il maltrattamento sulle donne avviene nell’ambito delle relazioni affettive, la vittima soggetto di maltrattamenti viene “costruita” dapprima attraverso un vero e proprio processo di avvicinamento, che si compone del seguenti passaggi: Seduzione: Il maltrattante attrae la vittima nelle propria rete, questo fa sentire la vittima amata e il maltrattante grandioso;   Manipolazione: la vittima si convince di trovarsi in una condizione perfetta, ideale e giusta;   Condizionamento: La vittima viene condizionata all’universo di valori del maltrattante. Il processo si salda, poi, su vere e proprie dinamiche di iniziazione, che impongono alla vittima un nuovo universo di significati e una nuova identità. Le vengono inflitti dei veri e propri attacchi al senso di identità e alla sua integrità corporea:   Aggressività, imposizione e privazione Procurare dolore fisico con pestaggi, bruciature, sistemi di contenzione ecc.; Infliggere dipendenza attraverso: privazioni del cibo, delle cure, degli oggetti personali, della privacy, della libertà di movimento e di contatto con l’esterno, isolando la vittima ecc.; Soggiogare con il terrore attraverso le minacce di aggressioni o morte al soggetto e/o alle persone care; Disumanizzare attraverso continue denigrazioni e svalorizzazioni e soprattutto con la costrizione a pratiche sessuali umilianti e dolorose. Controllo e coercizione L’instaurazione di un ordine ossessivo, fatto di controllo intrusivo, di punizioni e sanzioni per comportamenti errati; Obbligare a chiedere il permesso per qualsiasi cosa e punire anche per aver fatto una qualsiasi richiesta; La coercizione produce una ritualizzazione estrema degli atti quotidiani e che porta a comportamenti ossessivi nelle vittime anche a lungo termine. Derisione e umiliazione Risa, ironia e derisione di fronte alla paura e al dolore delle vittime; Proporre situazioni di scelta impossibile che esitano comunque in un danno per la vittima che diventa colpevole di averlo provocato (devi scegliere tra me e i tuoi figli); Messaggi paradossali (ti impongo la mia violenza perché ti amo troppo)...

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